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日志


2008/8/31

Ma guarda un po'!

Ieri sera, dopo cena, all'Oblivion. Tutti i triestini lo chiamano affettuosamente "da Franco", in onore del proprietario. La particolarità di questo locale, oltre al vasto assortimento di grappe che vengono spesso e volentieri portate in tavola a metro (1 metro di grappe = 12 bicchierini), è la possibilità di darsi alla pazza gioia con un antico mezzo di tortura che, a quanto pare, non passa mai di moda: il karaoke! Fortunatamente di solito il pubblico altro non è che una moltitudine stordita dall'alcool che, esattamente come chiunque altro ad un karaoke, non azzecca una nota. Ancora più fortunatamente ieri non c'era nessuno. Nessuno a parte il nostro gruppetto, riunito per la festa di compleanno di un amico, e un altro trio di disperati che si scatenavano cantando peggio di quanto avrei potuto pensare.
Siccome nessuno di noi voleva cantare s'è deciso che il buon festeggiato avrebbe scelto chi avrebbe cantato cosa. Iniziamo io e altre due amiche con "It's rainig men!, versione di Geri Halliwell. Parte la musica, siamo ingallatissime...purtroppo i due grappini che mi davano tanto coraggio non sono riusciti a darmi anche una voce decente, e, tra il non conoscere tutte le parole, il terribile imbarazzo di trovarmi con un microfono in mano e la mia ormai famosa incompetenza canora, il nostro trio è riuscito a farsi prendere in giro dal ragazzo che dirigeva il karaoke. Onta e disonore, ma anche molto divertimento.
Passano le canzoni, c'è chi fa una figura più o meno ridicola, senza che riuscire mai ad eguagliare noi tre galline spennate, finché il ciclo delle nostre performance si chiude; tocca ora al ragazzo del karaoke dar sfoggio della sua bravura. Uno pensa, ovviamente, che se un qualcuno tiene il karaoke quello stesso qualcuno saprà cantare, come minimo. Ebbene, ho scoperto che non è necessario. Alla fin fine quello che tanto ci (mi) prendeva in giro era lo stesso che cantava come (se non peggio) di me. Stonava, perdeva le parole e non aveva nemmeno una bella voce impostata.
Morale: evita di sfottere chi non sa cantare se non lo sai fare nemmeno tu.

2008/8/27

Benvenuta Costanza

Stamattina alle 11 circa qualcuno è antrato nelle nostre vite. Benvenuta Costanza, ti auguro tutto il bene del mondo. Spero di conoscerti presto.

2008/8/24

La nostra storia

Da quando i Twilife hanno perso il cantante sono diventati Hiwaves e Giovanni, il chitarrista, ha ora anche il ruolo di cantante. Esperimento riuscito, se non fosse che è partito e starà via per circa un anno...
Ma non disperiamoci, abbiamo qui un simpatico video che il resto del gruppo (con la partecipazione speciale specialissima di Tufa che ha curato anche trucco e costumi) ha girato su una delle loro canzoni. Una delle mie preferite.

 

2008/8/22

Un brillante da sogno?

La spiaggia è affollata e qualcuno invade il mio spazio vitale, camminando adiacente alla mia brandina o usurpando spicchi d'ombra del mio prezioso ombrellone, ma non m’interessa, perché è estate e io sono in vacanza. Il mare luccica qualche metro più in là e i raggi del sole filtrati scaldano la mia pelle, accuratamente protetta con la crema solare. Nulla può disturbarmi: vacanza significa relax ma anche divertimento, ed è a questo fine che ho acquistato una rivista comica, investendo 80 centesimi del mio misero capitale. In copertina c'è Heidi Klumm e a lettere gialle giganteggia l'anteprima di un articolo: "SESSO NO LIMITS - quando trasgredire è bello (e possibile)". Non è quello ad attirarmi: il Cosmopolitan è un giornale che si compra in estate in spiaggia, così con meno di 1 euro si ride per sei mesi. È un must delle vacanze, insomma!
Lo sfoglio, giungo ad una delle prime rubriche di posta e leggo:

Brillante da sogno

Sinceramente io non capisco. Forse dipende da come sono stata educata, o magari dalla mia concezione di vita di coppia e di fidanzamento, o magari sono fredda, ma io davvero, non riesco a capire perché una donna dovrebbe desiderare un anello con brillante come dono di fidanzamento. Non capisco cosa ci sia di romantico nella lettera di questa ragazza. Si tratta di un oggetto. Un bellissimo gioiello sfavillante e dal forte simbolismo, lo riconosco, ma pur sempre un oggetto. Ma perché è romantico riceverlo in regalo? Che cosa succede se non viene donato? L'amore è meno sincero? Non è nemmeno concepibile. Io non lo voglio, e lo dico un po' a malincuore, perché se fossi un uccello sarei una gazza ladra, attratta da tutto ciò che brilla e che appare prezioso: amo i gioielli, e amo indossarli. Mercoledì sera ho accompagnato Matteo in gioielleria e mentre lui parlava d’orologi io osservavo attentamente quegli anelli in oro bianco o platino e brillante, non molto grande, certo non una briciola, ma un dignitoso brillante che non scompare se indossato, e, memore dell'articolo, cercavo di vedermeli al dito. Una meraviglia. Un sogno davvero! Ma al dito io ho un altro anello che mi ha donato Matteo 5 anni fa, quando abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario assieme. Non è in oro bianco, e non ha un brillantone sopra, ma se lo smarrissi mi sembrerebbe di perdere una parte della mia anima e non lo cambierei con nessun anello con brillante. È davvero importante che ad accompagnare una donna "per tutta la vita, nei momenti belli e brutti" sia un oggetto tanto prezioso? Quei 4000 euro non sarebbe meglio metterli via per cose più concrete come la casa, i mobili, i pannolini per i figli e al momento godersi il proprio amore senza bisogno di un simbolo come un anello con brillante? È giusto che il sogno di questa ragazza sia l'anello con brillante e non la vita insieme all'uomo che ha scelto?
Mi sembra così triste...

2008/8/6

Non è abbastanza

Ti crolla il mondo addosso, quando ti accorgi che dopo tutto quello che hai fatto per dimostrare ciò che sei, nulla è riuscito a scalfire il preconcetto e la paura che c'erano nei tuoi confronti.

 
Ciò che pensava di te lo pensa ancora dopo tanti anni.

Non ti fidi di me, non credi a ciò che ti dico e sei sempre pronto a pensare il peggio. Non ti fidi della mia stima e non credi che io possa avere autonomamente un'opinione senza che questa mi sia stata inculcata. Ogni volta che dubiti di queste cose, mi offendi. Non stupirti se poi ti caccio. Pensa ciò che vuoi, sono stanca di doverti ripetere le stesse cose. Sono stanca di dimostrati il mio amore. Sono stanca di dimostrarti che ti accetto per come sei (non per questo accetto tutto quello che fai). Sono stanca di lottare col tuo pregiudizio. Ora tocca a te dimostrarmi stima e accettazione. Per anni mi sono avvicinata a ciò che ami per imparare anche ciò che inizialmente non m’interessava, solo perché riguardava te. Sei diventato il mio mondo. Ruoto attorno a te, abbiamo un solo centro di gravità, ma vedo che non è bastato a farti capire. Non mi sono annullata, mi sono solo concentrata su di te. Oggi ti ho chiesto di essere tu ad avvicinarti a ciò che io amo. Di cercare di conoscerlo senza scartarlo a priori, come invece fai sempre.
2008/8/1

Avere il coraggio di piacersi

Un rossetto rosso fuoco, uno smalto per unghie verde cetonia...due piccoli particolari estremamente appariscenti, ma significativi. Quante ragazze guardano i rossetti rossi con desiderio senza mai comprarli per il timore di sembrare delle donnacce? Quante si incantano davati ad uno smalto blu, giallo, arancio, verde...mordendosi le labbra indecise se comprarlo o no? Poi li compriamo, facciamo la pazzia di acquistare il rossetto o lo smalto ripromettendoci di usarlo. Andiamo alla cassa, guardandoci attorno come bambine che comprano le caramelle proibite, e quando usciamo dalla profumeria col sacchettino in mano non riusciamo a trattenerci dal fermarci un attimo e frugare tra i campioncini per trovare quel oggettino colorato e sfizioso che, in quel momento, ci riempie di coraggio. Già ci vediamo vestite come nei film, truccate di tutto punto e con quel rosso acceso sulle labbra: tutti ci guardano mentre percorriamo il tappeto rosso, gli occhi pieni d'ammirazione. Ma poi torniamo a casa, proviamo allo specchio quel rossetto, o ci mettiamo sulle mani lo smalto. Passiamo minuti interi a farci le smorfie, a muovere le mani per trovare il modo in cui le nostre nuove unghie laccate ci convincono maggiorente. Ci piaciamo magari, ma i dubbi cominciano ad affollare la nostra mente. "Così sono esagerata" "Ma poi con che cosa lo metto questo?" "Se mi faccio vedere così in giro gli amici mi rideranno dietro per mesi!"...meste e rassegnate rinchiudiamo il nostro nuovo giocattolo nel beauty case, dimenticandoci di averlo. Ogni tanto lo guardiamo con nostalgia, ripensando a quanto ci faceva sentire più sicure della nostra bellezza indossarlo. Lo riproviamo nell'intimo del nostro bagno, la porta chiusa, per poi cancellare ogni traccia di quell'amore clandestino.

Ma siamo sicure che sia la cosa migliore per noi?

Dobbiamo farci forza, avere il coraggio di osare, di andare contro le maldicenze. Dobbiamo contrastare le persone spaventate che vogliono solo vederci truccate in color tortora, champagne e beige. Dobbiamo avere il coraggio di essere come ci piaciamo, e se ci piaciamo con il rossetto rosso fuoco, allora di quel rossetto dobbiamo fare la nostra forza.