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2008/7/20 Ieri sera sono rimasta molto stupita dei progressi che ho fatto nel superare certi miei difetti. Fino a non molto tempo fa ero terribilmente competitiva su tutto, e ritenevo che l'apprezzamento degli altri dipendesse dai miei successi. Questo discorso potrebbe andare bene per una situazione più generale, ciò che è accessorio e contemporaneamente fondamentale nella vita: un lavoro stabile fatto bene, una bella casa, essere una bella persona, mantenere bene la propria famiglia... ma quando lo si espande anche alle piccole cose diventa malato. Per anni ho detestato ogni tipo di gioco in cui non ero capace di vincere proprio perché credevo che la vittoria mi avrebbe portata ad ottenere una maggior stima da parte degli altri e che, parallelamente, perdere mi avrebbe fatta sembrare un'inetta, un'incapace, una stupida. Ormai da qualche tempo sentivo di non essere più così competitiva, ma non avevo mai sperimentato dal vivo questo mio miglioramento. Mai fino a ieri sera. Tutti sanno che ho sempre odiato il bowling, ma ieri ho accettato di andarci e mettermi alla prova. Non stavo testando la mia bravura, ma solo la mia capacità di divertirmi. E ce l'ho fatta. Anche quando la palla andava inspiegabilmente a tuffarsi nella canaletta ero capace di ridere e di divertirmi. Non ci ero mai riuscita così bene. La cosa che non riuscivo mai a fare era ridere assieme agli altri delle mie cazzate, come ad esempio mirare per bene la palla bianca del biliardo e non colpirla, oppure sbagliare completamente un tiro di bowling e rischiare di cadere all'indietro sotto il peso della palla appena lanciata. Ieri ci sono riuscita: che sollievo! Finalmente mi sono divertita sul serio in una serata con gli amici, perdendo tutte le partite giocate, ma riuscendo comunque a divertirmi, a ridere con gli altri. Ho finalmente capito che gli anni scorsi, quando sbagliavo e gli amici ridevano non lo facevano per prendermi in giro, ma perché la situazione era davvero comica. Lo so che sono ridondante, ma per me è una novità assoluta ridere davanti a tutti dei miei piccoli e stupidi insuccessi, non arrabbiarmi come una bimba capricciosa se non vinco, non avere l'istinto di azzannare alla giugulare chiunque mi faccia notare un errore. Ancora una cosa mi infastidiva però: che giocando a biliardo un mio amico si permettesse di dirmi cosa dovevo fare. Se sto giocando io lasciatemi giocare, no? E se sbaglio...chi se ne frega? Non so come sia successo, e non credo nemmeno che sia stato graduale il cambiamento. Analogamente non so in che momento si sia manifestato, e non ne conosco le cause. Riuscire a non fera un dramma di un esame mancato? Non arrabbiarmi se non vonco una partita a carcassonne contro Matteo perché so che tanto lui non mi giudica? D&D, in cui si gioca per partecipare e non per vincere? Semplice introspezione? Non dovrei essere io a dirlo, ma sono davvero fiera di me. Palla nera in buca d'angolo. Ce l'ho fatta. 2008/7/13 Stamattina sono tornata al maneggio per la seconda lezione di equitazione, e mi sono sentita davvero migliorata. Andavo molto più tranquilla al trotto, e sul cavallo che montavo mi sentiovo più solida che su Alice. Se non che...  ...avevo a che fare con la Cavalleria Dell'Ospizio. Non appena siamo entrati nel recinto, durante il primo giro al passo Makumba (così si chiama il cavallo) ha cominciato a tossire con una bella tosse proveniente dai bronchi. Avete presente la pubblicità dello sciroppo per la tosse ambientata in quell'aereo sconquassata dall'uomo che tossisce? Bene, qualcosa del genere... chiaramente non mi sentivo tranquilla, e da brava ragazza catasterofica che sono mi aspettavo che si accasciasse a terra da un momento all'altro. Fortunatamente non è accaduto, ma la tosse è continuata per buoni 20-30 minuti, accompagnata, ad un certo punto, da respiro asmatico ed affannoso. Trottare in queste condizioni si è rivelato a dir poco arduo; già di mio non sono ancora esperta nel tenere il ritmo del trotto col movimento (che comunque mi riusciva molto meglio dell'altra volta) e avere un cavallo che ogni tanto rallentava o cambiava andatura per tossire in santa pace non mi aiutava. Povera bestia, partecipavo del suo fastidio. Per non rendere banale la tosse di Makumba si è aggiunto un altro piccolo problema: quel povero cavallo era pieno di aria come una zampogna! Dal primo giro di trotto fino alla fine della lezione ha continuato a emettere flatulenze piuttosto roboanti, e io a quel punto non sapevo se ridere o se piangere. Poteva andare peggio? Sì, poteva piovere. E, appunto, si è messo a piovere. Abbiamo continuato per qualche minuto sotto l'acqua, fortunatamente senza asma e tosse, per poi ritirarci al coperto quando la pioggia ha cominciato a cadere più insistente e abbondante. Nonostante tutto il bilancio della lezione è positivo. Nonostante la tosse del cavallo mi sono trovata molto bene con lui perché il suo trotto era regolare, lui era solido e non so se era l'esperienza acquisita, le scarpe con la suola meno scivolosa o le ghette che mi hanno fatto indossare sopra i jeans, ma mi sentivo molto più coordinata con i suoi movimenti. 2008/7/12 Molti di quelli che mi conoscono sanno della mia assoluta ignoranza in fatto di musica. Io stessa, spessissimo, ritengo di non essere capace non dico di ascoltarla copn orecchie esperte, ma di non saperne tratte emozioni proprio a causa di questa mia ignoranza. Un mio amico, che ha preso l'impegno morale di farmi apprezzare alcuni strumenti musicali (dopo che gli ho detto che in generale il suono del violiino a me non piace) oggi mi ha fatto conoscere uno strumento di cui non avrei nemmeno potuto immaginare l'esistenza: il Theremin. Leggendo la scheda di Wikipedia la mia reazione è stata "che orrore!", pensando ad un suuono metallico, gracchiante, da radio mal sintonizzata, ma non appena il mio amico mi ha passato un video la dolcezza del suono di questo strumento e la sua capacità evocativa mi hanno conquistata, sciogliendomi in un fiume di emozioni. Voglio condividere con voi il mio stupore per questo strumento.
2008/7/7 Mi fanno male le gambe. Mi fa male la schiena. Mi fa male l'osso sacro. Ma sono felice! Ieri sono andata a cavallo. Era la prima volta che provavo e non avevo idea di come potesse essere. Montare in sella non è stato difficile (mi hanno dato una scaletta ^^), e nemmeno lasciarmi portare da Alice per entrare nel recinto. La prima cosa che le ho detto non appena gli istruttori si sono allontanati un po' è stato "Ok, qui la professionista sei tu: io mi fido, tu insegnami!". Chiaramente non ha risposto, ma il suo lavoro l'ha fatto egregiamente. Io un po' meno. Devo ammettere comunque che quando ha cominciato a camminare lenta e ordinata verso il recinto mi sono davvero emozionata nel realizzare che stavo per imparare a cavalcare. La lezione è iniziata con qualchge semplice esercizio, poi si è passati al trotto. E lì sì che sono stati dolori. Nel primo giro di trotto mi sono accorta che le staffe erano troppo lunghe, i piedi sono slittati brutalmente in avanti e sono rimasta a mo' di prosciutto a rimbalzare sulla sella in maniera inconsulta, con l'istruttore che mi strillava di alzarmi e sedermi, io che ci provavo con scarso successo e gli urlavo di rimando "Non ci riesco! Non ho i piedi nelle staffe!". In quel momento temevo di cadere, non mi sentivo salda e mi rendevo conto che non stavo minimamente partecipando al lavoro di Alice. Fortunatamente il problema delle staffe si è risolto e i tentativi successivi sono stati molto più proficui. Alcune considerazioni: devo ricordarmi di tenere le briglie più corte, soprattutto quella dalla parte dello steccato, così Alice non va a pascolare nel mezzo del recinto; devo assolutamente ricordare di tenere le mani vicino alla criniera, in avanti, altrimenti il movimento di alzarmi per assecondare il trotto di Alice non mi riesce e ci facciamo male tutte e due; devo trovare il ritmo giusto, altrimenti tendo a sadermi troppo presto e in maniera brusca sulla sella, cosa che ritengo poco carina nei confronti di Alice che fa la fatica maggiore (dopotutto è lei quella che corre, non io); devo ricordare che quando le do il comando del trotto lei reagise subito, e se non sono pronta i piedi mi scivolano in avanti sulle staffe e io divento instabile e incapace di assecondarla; devo ricordare di non tirare troppo poco le briglie quando voglio fermarla, perché altrimenti non sente nemmeno il comando e continua ad andare avanti; devo ricordare che non sono cattiva a toccarla col frustino, perchè se sono troppo delicata (com'ero) Alice non sente nemmeno che l'ho toccata e continua a pascolare e allontanarsi le mosche di torno. Non vedo l'ora di riprovare, probabilmente domenica prossima, o tra due, bisogna vedere e prenotare. Sono andata a cavallo, evviva!
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