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日志


2009/4/7

Il mio primo giorno di lavoro

Ebbene sì, ho un lavoro. Circa. Sono in prova per qualche giorno, poi i capoccia decideranno se tenermi o meno, ma è pur sempre un inizio.
Forse m'aspettavo un inserimento diverso, forse mi ha fiaccata un po' il fatto di dover iniziare studiando, forse il fatto di studiare in una specie di corridoio-atrio dove tutti si fermavano a chiacchierare, forse il non avere un computer e quindi sentirmi senza patria, ma non posso dire di essere così entusiasta.
Bugia. Nonostante tutto, non vedo l'ora di tornare domani, prepararmi alla perfezione sull' IVA e superare le prima vera prova per essere inserita in azienda. Mi piace l'idea, mi piace il posto e mi piacciono le persone.
Voglio una scrivania su cui mettere gadget e scemenzine, un computer tutto per me da cui chattare coi cloni e moderare il forum in pausa pranzo, e so che per ottenere questo dovrò dimostrare quanto valgo. Devo studiare e dare il meglio di me sul campo.
Oggi, purtroppo, ero male organizzata: non avevo una bottiglietta d'acqua né qualcosina da sgranocchire per tenermi su. A pranzo ho mangiato ravioli con sugo di melanzane belle incicciate per dare quel gustino di fritto che vale 1000 calorie e poco dopo mi è preso l'abbiocco. Domani sarà diverso: acqua fresca, cibo, un dolcino (non sia mai che manchino zuccheri!) e andrò alla grande.

2009/4/6

Mi manchi

Mi manchi. La mattina mi alzo e ti cerco, ma tu non ci sei più. IMG_0330La sera non posso darti la buonanotte, e se in un qualunque momento ho bisogni di sentire il tuo calore non posso far altro che constatare la tua assenza.
Te ne sei andata sabato, col sole che si mostrava timidamente nel cielo, nonostante fosse giorno inoltrato. Tu già da due giorni non eri più la stessa: non bevevi, non mangiavi e ti muovevi a fatica, ricercando luoghi freschi. Abbiamo fatto un ultimo tentativo venerdì sera, ma a metà della nottata ci siamo accorti che non c'era più nulla da fare; potevamo solo risparmiarti l'agonia, mio amore. Così ti sei spenta addormentandoti, con le persone che ti hanno amata attorno a te, sulla tua solita poltrona. Te ne sei andata lieve, con l'anime che già chiedeva di staccarsi da quel corpicino disidratato, tutto pelle e ossa. Lo sapevamo da due anni che sarebbe arrivato questo terribile momento, da quel giorno in cui ti è stato diagnosticato un carcinoma mammario. Era maggio, e per quasi 23 mesi hai lottato coraggiosamente. Ma questa è una guerra che nessun essere vivente può vincere, e tu, ormai troppo stanca per combattere, ti sei distesa e hai IMG_0336aspettato che la Morte venisse a prenderti. Sapevi, volevi; si leggeva nei tuoi occhi e nel tuo isolamento volontario.
Non ho rimpianti, tesoro, perché hai vissuto a lungo, sempre osannata e curata come una regina. Che altro modo avevamo per ringraziarti di tutto l'amore incondizionato che ricevevamo da te in ogni istante? I tuoi occhioni verdi e le tue fusa erano impagabili, la tua sola presenza era una ventata di pura tranquillità. Per quanto fossimo di cattivo umore, tu, piccola mia, ci rasserenavi le giornate. Non voglio pensare a ciò che ho perso ma a ciò che ho avuto grazie a te, e che rimarrà sempre nei miei ricordi e nel mo cuore. Alla ricchezza che hai apportato alla mia vita, a tutti i ricordi che abbiamo in 18 anni (quasi 19) di vita assieme.
Grazie, Penelope, per tutto il tuo amore.