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日志


2008/12/30

Assalto alla cambusa!

Ottavo giorno: mi chiedo se i viveri basteranno fino al prossimo rifornimento previsto o se sarà necessario far provviste al porto più vicino nei prossimi giorni. Le scorte d'acqua calano, la Vecchia Signora pretende bibite che vanno esaurendosi e come se non bastasse ogni pasto consumato potrebbe sfamare un intero galeone! Si rende necessario abbandonare i frugali ritmi di una goletta dinamica e indaffarata per preparare un pranzo completo di primo, secondo e contorno. Sono sempre stata una buona forchetta, ma mangiare così due volte al giorno è davvero troppo! La Vecchia Signora deve avere uno stomaco infinito, essere uno spirito degli abissi o qualcosa del genere, poiché, come le profonità degli oceani, ingoia qualunque cosa senza mai saziarsi.
Mangia il panettone e/o i biscotti a colazione col cafellatte.
Mangia un frutto a metà mattina.
Manngia un pasto completo a ora di pranzo.
Mangia un dolce e/o un frutto col the a metà pomeriggio.
Mangia un altro pasto completo la sera per cena.
E non si fa mancare un dessert...
Ciò che risulta devastante è la lentezza con cui consuma i pasti, in quanto tocca stare a tavola ulteriori 20 minuti dopo aver finito il proprio piatto per attendere che anche la Vecchia Signora abbia terminato il banchetto. Mastica rumorosamente e lentamente, aspirando il boccone non appena questo è accostato alle fauci e intervallando le forchettate con discorsi già fatti, storielle già sentite...

Tra un po' resterà solo il cibo per il gatto di bordo.
Temo per la nostra vita,

Il Capitano.

2008/12/29

Diario di bordo della Goletta "Amanita Muscaria"

Giorno 7 dall'imbarco della Vecchia Signora.
Sono passati solo sette giorni, eppure sembra un'eternità. La sua presenza costante ed implacabile accompagna ogni istante passato a bordo. Vaglia ogni mossa, controlla ciò che è caricato o scaricato dalla nave ed esprime giudizi. Basterebbe non prestarle ascolto, ma non sono solo le parole a pesare: in ogni momento sembra di avere puntati sulla nuca occhi maligni, uno sguardo fiammeggiante e intenso che toglie le energie, la voglia di ocuparsi della nave.
La Vecchia Signora sparge il terrore con l'arma della noia: tutto ciò che viene fatto, se non riscontra la sua approvazione, è accompagnato da una lunga predica atta a redimere e moralizzare. Le storie di vita vissuta, gli episodi di gioventù che costellano tali prediche rendono il tutto ancora più noioso ed insopportaile. Come non temere tutto ciò?
Per ora non posso scrivere altro. Se la Vecchia Signora mi scopre a scrivere sul diario di bordo invece di studiare le carte di navigazione e tracciare la rotta per me è la fine! Spero di riuscire a riprendere in mano il diario di bordo quanto prima.

Il Capitano

2008/12/16

Parappappero

Un titolo, un programma.
Mi sento sfasata, ho molte cose da scrivere, sconnesse e slegate tra loro e a causa di ciò non riuscirò a dare un contenuto coerente a questo intervento. Sarà, quindi, in linea col mio stato d'animo attuale.
Mi sento una pessima migliore amica perché dovrei chiamare Ilaria ma ho costantemente la testa impegnata in altro, cioè nefgli esami. Ormai è circa un mese che non mi faccio vedere e oltre a mancarmi la piccola Costanza, comincio davvero a sentirmi un verme nei confronti di Ilaria.
Ho bisogno di evadere dalla mia quotidianità, dall'ansia per gli esami, dalle pressioni che mi fa mia madre. Ho voglia e bisogno di visitare diverse città e rivedere alcuni amici del clone che non sono potuti venire a Trieste l'altra settimana.
Prova di tutto questo è il sogno alquanto strano che ho fatto stanotte:

Mi trovavo in una città non ben definita della Toscana per fare una visita ad un'amica che ultimamente sento solo tramite facebook (Martina, sì, sei tu). Camminavamo sul lungo-fiume, un fiume senza nome ed identità che attraversava molte città e non solo toscane. Non so che città fossero, ma erano tutte piccole ed attaccate, tanto che percorrendo il marciapiede ben lastricato dell'argine, con case in stile viennese su entrambe le sponde, era possibile percorrerle e visitarle tutte. Parlavo con Martina e intanto mi gasavo di questa possibilità stupenda di vedere tante città in una giornata sola. Entravamo in una specie di aula magna universitaria, luci soffuse, caos brulicante di persone, e lì, seduti più o meno a metà della sala, c'erano Ilaria, Costanza, Antonio e altri membri privi di faccia della loro famiglia. Decidevo così di dar loro il regalo di Natale che avevo preso per la bimba: un treppiede per macchine fotografiche.

Finisce così il mio sogno, con questo regali che mi emozionava tanto ma che effettivamenteè quanto di più inadatto ci sia per una bambina di 3-4 mesi!

La moderazione sul 5°Clone procede come previsto: dopo la divisione delle sezioni io mi sento davvero molto più laboriosa e produttiva. Sapere cosa controllare scandisce molto più il mio lavoro e lo rende più rapido ed efficiente. Caotica e dispersiva come sono su queste cose ho bisogno che mi si indichi un metodo, un limite. E la divisione in sezioni fa proprio questo: mi indica cosa devo tenere i ordine, definisce come esclusivamente mia la responsabilità su quelle sezioni.
La cosa più divertente è l'immagine che ho dei topic aperti in sezioni errate. Immagino tutti noi moderatori messi attorno ad un tavolo rotondo stile bisca clandestina, con una lampada nera appesa al soffitto che emana una luce a cono polverosa proprio sulle nostre teste. Sul tavolo in legno sono riposte varie scatoline (le sezioni) in cui sono catalogate tutte le discussioni del forum. Così capita che ne troviamo qualcuna fuori posto e ce le passiamo di mano in mano dicendo cose tipo "tieni, questa è tua" oppure "la vuoi tu questa?", e tutto in un clima di serena meticolosità.

Tutto questo è surreale, sospeso, rispecchia al meglio il modo in cui mi sento.

2008/12/14

Frenesia Natalizia

Regali regali regali, Natale è ormai più vicino di quanto sembri e la frenesia pervade noi comuni consumatori.
angiolettoCorriamo da una parte e dall'altra alla ricerca di un regalo appropriato per chiunque ci circondi, talvolta perché si deve e talvolta per regalare un sorriso, un'emozione. Passiamo ore a sbattere la testa contro il muro chiedendoci "Ma io cosa prendo a ....?" e credendo che il nostro pensiero non sia mai abbastanza, che ciò che abbiamo scelto non piacerà come dovrebbe.
Io personalmente adoro vedere la sopresa e la gioia negli occhi delle persone a cui faccio regali, vuoi per narcisismo, vuoi per genuino affetto, ma nonostante tutta la più buona volontà ho grossi problami a decidere cosa donare. Quest'anno no.
Quest'anno in quattro e quattr'otto ho deciso cosa prendere per ognuno, valutando il totale dei prezzi in modo da stare entro il mio budget, sfortunatamente esiguo, ma che mi ha comunque permesso di comprare qualcosa che (spero) scalderà i cuori delle persone a cui tengo il giorno di Natale. In un pomeriggio mi sono procurata più della maggior parte dei regali, abbandonando ogni esitazione ed indecisione che mi contraddistingue ogni volta che devo fare un acquisto, sia per me che per qualcun altro. Inoltre di solito arrivo il 24 pomeriggio nel panico, non sapendo cosa regalare alla metà dei miei cari.
Sono soddisfatta di me, dei regali scelti, della mia rapidità, di essere rimasta nel budget e dell'ottima pianificazione.

2008/12/8

Un altro raduno finito

Ho salutato tutti circa un mezz'ora fa e ora sono a casa riflettendo su questi due giorni passati coi cloni. Solitamente ogni raduno mi lascia un senso di malinconia, ma stavolta non accade.
Non è una cosa strana, se ci pensate. Gli anni scorsi, soprattutto alla fine dei primi tre raduni me ne andavo con le lacrime agli occhi, chiedendomi se quei momenti si sarebbero potuti ripetere in qualche modo. Ci si vedeva una volta all'anno e non si sapeva nemmeno se l'anno dopo ci sarebbe stato un 5°Clone, un altro raduno con la stessa gente o meno.
Ora questa domanda non si pone nemmeno: nella mia mente il clone è una realtà tangibile, consolidata non come un sito nascente e piccolo. Ogni anno accorre sempre più gente sia sul forum che agli incontri, siano Lucca, siano raduni ufficiali, mini-raduni come Bologna. C'è tuttavia un gruppo di irriducibili che cercano di esserci sempre a tutti costi, si spostano per vedere quelli che ormai sono diventati amici lontani. Non solo l'amicizia è coltivata quotidianamente sul forum, sulla chat, su facebook o con altri mezzi, ma si cerca ogni scusa per vedersi e aggregarsi. esattamente come fanno i veri amici. Cambiano solo i ritmi. Mentre, abitando nella stessa città ci si vede per un caffè, qui bisogna trovare un motivo, un pretesto maggore che giustifichi le centinaia di chilometri da percorrere in macchina e in treno.
L'affetto e l'amicizia non si esauriscono con la separazione e i contatti nemmeno, quindi perché essere nostalgici? Ci rivedremo ancora, magari a capodanno, magari per la befana così noi clonesse potremo ricevere gli auguri di tutti cloni, magari senza un vero e proprio motivo sfruttando semplicemente il tipico week-end lungo.
Grazie per essere passati, ragazzi, spero di rivedervi presto.