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日志


2008/11/4

Lucca Comics&Games

 
 

Partenza da Trieste il venerdì alle ore 16,45 con la pioggia che sembrava cadere solo per me e Matteo, per rallentarci e toglierci la visuale della strada. Siamo in ritardo per la cena dei Cloni, ma non è stato possibile partire prima...abbiamo 5 ore di macchina davanti a noi e non vogliamo fare nemmeno una pausa per la fretta di arrivare.
Ci siamo persi a Pisa. La viabilità lì è incredibilmente complicata, e spero di non aver preso nemmeno una multa, mentre ci avviavamo disperati per il centro storico. Finalmente troviamo la stazione, parcheggiamo in zona e ci facciamo venire a prendere da Jari per andare tutti assieme alla pizzeria prescelta.
La cena è fantastica, la faccia di Kal nel vedere la sua torta di compleanno anche, ma la stanchezza si fa sentire e verso l'una ci separiamo e andiamo a dormire.
Sabato mattina sveglia senza orari, ma comunque abbastanza presto (il che significa tra le 8 e le 9), così alle 12 circa, dopo un quasi interminabile giro alla ricerca di parcheggio, arriviamo in fiera, prendiamo il braccialetto ed entriamo al padiglione Games. L'atmosfera ci prende subito, gli spintoni pure. La situazione era tragica, non si riusciva a camminare, ma alla fin fine anche questo fa parte della fiera: ogni anno però resto sconvolta dalla marea di gente che cammina tra gli stand, e sinceramente credo che ogni anno dopo qualche mese il mio cervello rimuova quelle informazioni perché sarebbero un ottimo deterrente per l'anno successivo.
Io e Matteo decidiamo di dividerci le giornate. Mattina ai games, pomeriggio ai comics, primo giorno per guardare, il secondo per comprare. Ovviamente non rispettiamo i nostri buoni propositi e già il primo giorno cominciamo a spendere.
Si fanno le 14,30, abbiamo fame e vogliamo pranzare, così usciamo dal padiglione e ci addentriamo nel centro città alla ricerca di un posticino in cui sederci, magari fare pipì (i cosiddetti "cessi sebach" mi fanno a dir poco ribrezzo) e rifocillarci, ma sono tutti strapieni, c'è da a attendere, sono stati svaligiati o non c'è il bagno. Troviamo un kebab e la fila non sembra nemmeno eccessiva: davanti a noi solo 6 persone. Peccato che 2 di queste facessero da rifornitori per un nutrito gruppo di fieristi che attendeva fuori dal locale...in poco tempo la fila è quadruplicata. Attendiamo pazientemente per 45 minuti e finalmente il gruppone si dilegua. Poche persone ci separano dal pasto...ma! (c'è sempre un ma) ma...i proprietari decidono che la carota di kebab che avevano su andava cambiata nonostante mi sembrasse ancora abile a sfamare tutta la gente che era lì ad aspettare, e ne inseriscono una nuova, enorme...congelata! "Ancora 20 minuti..." Furibondi io e Matteo ce ne andiamo. A pochi metri troviamo un panificio con interessanti focacce farcite e pizze...ma! una signora che sta prima di noi in fila si rivela essere il tramite tra il panificio e tutta la sua famiglia, composta da una quindicina di persone! L’istinto era quello di saltarle alla giugulare e ucciderla a morsi. Per evitare un episodio così spiacevole me ne sono andata di corsa. Controlliamo ancora un posto, ma non c'è più niente da mangiare. Sono ormai le 15,45 ed è ovvio che sia tutto finito.
Il mio eroe, Matteo, fa ciò per cui è stato programmato a livello primordiale: svolge il suo ruolo di maschio e mi procaccia il cibo! Con la coda dell'occhio ha avvistato delle insegne su una porta che fanno pensare a cibo caldo, seduti e con un gabinetto a disposizione...entriamo. L'ambiente è piccolo ma confortevole, arredato in legno caldo e profumante di cibo.
Il mondo ricomincia a sorriderci.
Mentre attendiamo i nostri tortellini panna e prosciutto un ragazzo/uomo seduto al tavolino accanto, si intromette nel nostro discorso. Scopriamo che è un autore di fumetti che ha da poco lanciato una nuova serie con un editore indipendente. Solenero, si chiama. Ci ha invitati allo stand, promettendoci uno sconto e noi avidi avvoltoi alla ricerca di una serie da cominciare andiamo non appena il pranzo finisce. Lui - Mitch - non c'è, ma è presente l'allieva che al ristorante ci ha regalato la sua tovaglietta tutta disegnata e firmata. Compriamo non uno, ma tre albi, con uno sconto complessivo del 30%, le firme degli autori, disegnini personalizzati e tutte quelle cose che ci si fa fare a Lucca quando si compra un nuovo fumetto.
Agli stand comics Matteo riesce a farsi fare un disegno da Giac, disegnatore di Lupo Alberto.
Ma udite udite! Il pezzo forte si manifesta subito prima di partire, all'asta di beneficenza del padiglione games...artisti famosi nel campo del fanatsy si sono ritrovati e hanno realizzato delle tavole da vendere all'asta in favore dell'ospedale pediatrico, io e Matteo ci incantiamo davanti ad alcune di esse. Un bellissimo Don Chisciotte su cui ho lasciato il cuore e un Goldrake a carboncino disegnato da Daniele Orizio. Il Goldrake è il primo pezzo ad essere battuto...base d'asta 50 €, rilancio minimo 10 €.
Parte subito uno: 60
Matteo: 70
L'altro: 80
Matteo: 90
L'altro: 100
Matteo :110
- Cavoli, si fa dura...ci basteranno i soldi per tornare a casa? - penso
L'altro: 120
120 e 1, 120 e 2..
Matteo: 130!
130 e 1, 130 e 2...
L'altro: 140!
Matteo non ribatte...il Goldrake è stato aggiudicato dall'altro tizio.
Ma! Quello che non ho detto è che oltre al Goldrake c'era anche lo studio a carbocino, che gli organizzatori avevano deciso di REGALARE al secondo arrivato all'asta..insomma, a Matteo.
Il mio amore, quando ha realizzato, è rimasto shockato! Goldrake a carboncino ed acquarello disegnato da Daniele Orizio...gratis!
Così è terminata la nostra avventura lucchese, dirigendoci alla macchina felici e contenti dopo esserci vantati dell'enorme botta di culo di Matteo con tutti quelli che conoscevamo e che incontravamo per strada...e pure con un signore sconosciuto sulla sessantina che sporgendosi dal finestrino dell'auto ci ha chiesto come fosse andata la fiera.
Ci sarebbe ancora da raccontare come abbiamo fatto a perdere l'uscita per Padova all'altezza di Bologna durante il ritorno e come la prima uscita possibile fosse a Modena Est, ma questa è un'altra storia.