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Quaderno Pubblico- scorcio su un microcosmo privato -
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8/31/2008 Ma guarda un po'!Ieri sera, dopo cena, all'Oblivion. Tutti i triestini lo chiamano affettuosamente "da Franco", in onore del proprietario. La particolarità di questo locale, oltre al vasto assortimento di grappe che vengono spesso e volentieri portate in tavola a metro (1 metro di grappe = 12 bicchierini), è la possibilità di darsi alla pazza gioia con un antico mezzo di tortura che, a quanto pare, non passa mai di moda: il karaoke! Fortunatamente di solito il pubblico altro non è che una moltitudine stordita dall'alcool che, esattamente come chiunque altro ad un karaoke, non azzecca una nota. Ancora più fortunatamente ieri non c'era nessuno. Nessuno a parte il nostro gruppetto, riunito per la festa di compleanno di un amico, e un altro trio di disperati che si scatenavano cantando peggio di quanto avrei potuto pensare. 8/27/2008 Benvenuta CostanzaStamattina alle 11 circa qualcuno è antrato nelle nostre vite. Benvenuta Costanza, ti auguro tutto il bene del mondo. Spero di conoscerti presto. 8/24/2008 La nostra storiaDa quando i Twilife hanno perso il cantante sono diventati Hiwaves e Giovanni, il chitarrista, ha ora anche il ruolo di cantante. Esperimento riuscito, se non fosse che è partito e starà via per circa un anno...
8/22/2008 Un brillante da sogno?La spiaggia è affollata e qualcuno invade il mio spazio vitale, camminando adiacente alla mia brandina o usurpando spicchi d'ombra del mio prezioso ombrellone, ma non m’interessa, perché è estate e io sono in vacanza. Il mare luccica qualche metro più in là e i raggi del sole filtrati scaldano la mia pelle, accuratamente protetta con la crema solare. Nulla può disturbarmi: vacanza significa relax ma anche divertimento, ed è a questo fine che ho acquistato una rivista comica, investendo 80 centesimi del mio misero capitale. In copertina c'è Heidi Klumm e a lettere gialle giganteggia l'anteprima di un articolo: "SESSO NO LIMITS - quando trasgredire è bello (e possibile)". Non è quello ad attirarmi: il Cosmopolitan è un giornale che si compra in estate in spiaggia, così con meno di 1 euro si ride per sei mesi. È un must delle vacanze, insomma! Sinceramente io non capisco. Forse dipende da come sono stata educata, o magari dalla mia concezione di vita di coppia e di fidanzamento, o magari sono fredda, ma io davvero, non riesco a capire perché una donna dovrebbe desiderare un anello con brillante come dono di fidanzamento. Non capisco cosa ci sia di romantico nella lettera di questa ragazza. Si tratta di un oggetto. Un bellissimo gioiello sfavillante e dal forte simbolismo, lo riconosco, ma pur sempre un oggetto. Ma perché è romantico riceverlo in regalo? Che cosa succede se non viene donato? L'amore è meno sincero? Non è nemmeno concepibile. Io non lo voglio, e lo dico un po' a malincuore, perché se fossi un uccello sarei una gazza ladra, attratta da tutto ciò che brilla e che appare prezioso: amo i gioielli, e amo indossarli. Mercoledì sera ho accompagnato Matteo in gioielleria e mentre lui parlava d’orologi io osservavo attentamente quegli anelli in oro bianco o platino e brillante, non molto grande, certo non una briciola, ma un dignitoso brillante che non scompare se indossato, e, memore dell'articolo, cercavo di vedermeli al dito. Una meraviglia. Un sogno davvero! Ma al dito io ho un altro anello che mi ha donato Matteo 5 anni fa, quando abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario assieme. Non è in oro bianco, e non ha un brillantone sopra, ma se lo smarrissi mi sembrerebbe di perdere una parte della mia anima e non lo cambierei con nessun anello con brillante. È davvero importante che ad accompagnare una donna "per tutta la vita, nei momenti belli e brutti" sia un oggetto tanto prezioso? Quei 4000 euro non sarebbe meglio metterli via per cose più concrete come la casa, i mobili, i pannolini per i figli e al momento godersi il proprio amore senza bisogno di un simbolo come un anello con brillante? È giusto che il sogno di questa ragazza sia l'anello con brillante e non la vita insieme all'uomo che ha scelto? 8/6/2008 Non è abbastanzaTi crolla il mondo addosso, quando ti accorgi che dopo tutto quello che hai fatto per dimostrare ciò che sei, nulla è riuscito a scalfire il preconcetto e la paura che c'erano nei tuoi confronti. 8/1/2008 Avere il coraggio di piacersiUn rossetto rosso fuoco, uno smalto per unghie verde cetonia...due piccoli particolari estremamente appariscenti, ma significativi. Quante ragazze guardano i rossetti rossi con desiderio senza mai comprarli per il timore di sembrare delle donnacce? Quante si incantano davati ad uno smalto blu, giallo, arancio, verde...mordendosi le labbra indecise se comprarlo o no? Poi li compriamo, facciamo la pazzia di acquistare il rossetto o lo smalto ripromettendoci di usarlo. Andiamo alla cassa, guardandoci attorno come bambine che comprano le caramelle proibite, e quando usciamo dalla profumeria col sacchettino in mano non riusciamo a trattenerci dal fermarci un attimo e frugare tra i campioncini per trovare quel oggettino colorato e sfizioso che, in quel momento, ci riempie di coraggio. Già ci vediamo vestite come nei film, truccate di tutto punto e con quel rosso acceso sulle labbra: tutti ci guardano mentre percorriamo il tappeto rosso, gli occhi pieni d'ammirazione. Ma poi torniamo a casa, proviamo allo specchio quel rossetto, o ci mettiamo sulle mani lo smalto. Passiamo minuti interi a farci le smorfie, a muovere le mani per trovare il modo in cui le nostre nuove unghie laccate ci convincono maggiorente. Ci piaciamo magari, ma i dubbi cominciano ad affollare la nostra mente. "Così sono esagerata" "Ma poi con che cosa lo metto questo?" "Se mi faccio vedere così in giro gli amici mi rideranno dietro per mesi!"...meste e rassegnate rinchiudiamo il nostro nuovo giocattolo nel beauty case, dimenticandoci di averlo. Ogni tanto lo guardiamo con nostalgia, ripensando a quanto ci faceva sentire più sicure della nostra bellezza indossarlo. Lo riproviamo nell'intimo del nostro bagno, la porta chiusa, per poi cancellare ogni traccia di quell'amore clandestino. Ma siamo sicure che sia la cosa migliore per noi? Dobbiamo farci forza, avere il coraggio di osare, di andare contro le maldicenze. Dobbiamo contrastare le persone spaventate che vogliono solo vederci truccate in color tortora, champagne e beige. Dobbiamo avere il coraggio di essere come ci piaciamo, e se ci piaciamo con il rossetto rosso fuoco, allora di quel rossetto dobbiamo fare la nostra forza. 7/20/2008 Progressi
Palla nera in buca d'angolo. Ce l'ho fatta. 7/13/2008 Seconda lezioneStamattina sono tornata al maneggio per la seconda lezione di equitazione, e mi sono sentita davvero migliorata. Andavo molto più tranquilla al trotto, e sul cavallo che montavo mi sentiovo più solida che su Alice. Se non che... ...avevo a che fare con la Cavalleria Dell'Ospizio. Non appena siamo entrati nel recinto, durante il primo giro al passo Makumba (così si chiama il cavallo) ha cominciato a tossire con una bella tosse proveniente dai bronchi. Avete presente la pubblicità dello sciroppo per la tosse ambientata in quell'aereo sconquassata dall'uomo che tossisce? Bene, qualcosa del genere... chiaramente non mi sentivo tranquilla, e da brava ragazza catasterofica che sono mi aspettavo che si accasciasse a terra da un momento all'altro. Fortunatamente non è accaduto, ma la tosse è continuata per buoni 20-30 minuti, accompagnata, ad un certo punto, da respiro asmatico ed affannoso. Trottare in queste condizioni si è rivelato a dir poco arduo; già di mio non sono ancora esperta nel tenere il ritmo del trotto col movimento (che comunque mi riusciva molto meglio dell'altra volta) e avere un cavallo che ogni tanto rallentava o cambiava andatura per tossire in santa pace non mi aiutava. Povera bestia, partecipavo del suo fastidio. Nonostante tutto il bilancio della lezione è positivo. Nonostante la tosse del cavallo mi sono trovata molto bene con lui perché il suo trotto era regolare, lui era solido e non so se era l'esperienza acquisita, le scarpe con la suola meno scivolosa o le ghette che mi hanno fatto indossare sopra i jeans, ma mi sentivo molto più coordinata con i suoi movimenti. 7/12/2008 Il ThereminMolti di quelli che mi conoscono sanno della mia assoluta ignoranza in fatto di musica. Io stessa, spessissimo, ritengo di non essere capace non dico di ascoltarla copn orecchie esperte, ma di non saperne tratte emozioni proprio a causa di questa mia ignoranza. Un mio amico, che ha preso l'impegno morale di farmi apprezzare alcuni strumenti musicali (dopo che gli ho detto che in generale il suono del violiino a me non piace) oggi mi ha fatto conoscere uno strumento di cui non avrei nemmeno potuto immaginare l'esistenza: il Theremin.
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